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Fisioterapia & Rolfing®

Dormire bene, qualche consiglio per migliorare il nostro riposo

Il riposo è una delle chiavi per la salute del nostro corpo, spesso però si commette l’errore di ritenere il buon riposo un fatto quantitativo, ma non è soltanto così! Oltre a dormire il giusto numero di ore a notte per consentire un completo ristoro del nostro organismo, è anche indispensabile mantenere durante il sonno una posizione che non provochi disturbi e dolori. Sarà capitato a tutti noi di svegliarci al mattino con la schiena a pezzi o con un lancinante dolore cervicale e la causa di ciò non risiede solo nelle ore di sonno, risiede anche nella sua qualità. Assumere una corretta postura è uno dei rimedi più efficaci per migliorare la qualità del riposo, ma attenzione, nonostante esistano delle posizioni che biomeccanicamente favoriscano un buon riposo e non danneggino il nostro organismo, è pur vero che il sonno resta una questione estremamente soggettiva, legata alla conformazione del corpo di ognuno, dunque non esistono soluzioni miracolose uguali per tutti. Esistono, invece, alcune raccomandazioni generiche che posso aiutare ciascuno di noi a trovare il proprio modo di dormire bene. Innanzitutto va detto che in linea generale mantenere una postura scorretta per tante ore consecutive è motivo di tensioni muscolari e articolari e quindi di disequilibrio fisico e rigidità. Dunque per dare un orientamento sulle pratiche più efficaci ho scelto di soffermarmi sulle tre domande più frequenti:

 

Quale cuscino?

Il cuscino corretto è quello che consente di reggere il collo in posizione orizzontale, la percezione che dobbiamo avere è quella di mantenere la zona cervicale nè troppo alta nè troppo bassa rispetto all’asse vertebrale; il cuscino deve quindi sorreggere e adattarsi al peso della testa. Un cuscino è troppo alto quando la zona cervicale è sollevata rispetto all’asse vertebrale, spesso fa avvertire un sostegno migliore, ma in realtà sta semplicemente provocando uno stiramento dei nostri muscoli, danneggiando l’allineamento del nostro corpo. Un cuscino è troppo basso quando la zona cervicale è posizionata più in basso rispetto all’asse lasciando il collo inclinato per ore e schiacciando il disco intervertebrale, causando fastidiosissimi disturbi.

 

Quale materasso?

Il materasso è la superficie sulla quale adagiamo il nostro corpo durante il sonno, se questa fornisce una spinta errata tutte le parti del nostro organismo ne risentiranno accusando delle rigidità. Un materasso, quindi, per non causare tensioni dovrà assecondare nel modo corretto la forma del nostro corpo, dovrà essere ergonomico. Ma a determinare la buona o cattiva resa di qualsiasi materasso è la struttura di appoggio. «È più corretto parlare di sistema letto perché il comfort del sonno è determinato non solo dal materasso ma anche dalla rete che lo sostiene e dal cuscino», spiega Giuseppe Andreoni, docente del Laboratorio di Ergonomia Fisica presso il Politecnico di Milano e consulente del Consorzio Produttori Italiani Materassi di Qualità. «Un sistema letto è veramente ergonomico quando permette un buon recupero fisico dell’intero sistema muscolo-scheletrico, ma non siamo tutti uguali: c’è chi russa, chi soffre di reflusso gastro-esofageo e chi è allergico. Perciò, non esiste un materasso migliore in assoluto: ciascuno deve trovare il suo provandolo prima dell’acquisto». In generale va ricordato che se durante i movimenti si ha una compressione dell’apparato muscolo scheletrico, si raggiungerà a fatica la fase REM (fase del riposo funzionale al riequilibrio psicofisico dell’organismo) e, una volta raggiunta, questa sarà di durata inferiore poiché, una circolazione sanguigna difficoltosa alle varie parti del corpo, porterà disagio e sofferenza. E' bene, quindi, che la scelta del materasso valuti il il livello di compressione.

 

Quale posizione? 

La posizione che consente il maggiore appoggio del corpo senza compressioni a danno di organi interni, arti superiori e inferiori, spalle e testa è certamente la posizione supina, un cuscino delle dimensioni adeguate sotto le ginocchia e sotto il collo può garantire un maggiore rilassamento delle fasce muscolari e scheletriche. Tuttavia, non sempre si riesce ad assumere la posizione supina durante il sonno, capita spesso di adottare posizioni differenti per addormentarsi più velocemente, in questi casi trovare degli accorgimenti può essere un buon modo per rendere più corrette posture che in origine non lo sono. La posizione fetale ad esempio può essere sostenuta con un piccolo cuscino tra le ginocchia per non schiacciare le gambe fra di loro, mentre il cuscino che sorregge il collo deve essere alto al punto da mantenere allineata la testa allo sterno, lo stesso vale nella posizione a tronco, quella allineata su un fianco. Invece, la posizione che andrebbe evitata è quella a pancia in giù: la postura prona induce, infatti, a portare le braccia verso l’alto, generalmente sotto il cuscino, causando un inarcamento della schiena sia a livello lombare sia a livello cervicale, nonchè una significativa torsione del collo. In questa posizione la muscolatura rischia d’irrigidirsi notevolmente, la respirazione non è sempre fluida e al risveglio si sperimentano spesso l’indolenzimento di gran parte della schiena e l'intorpidimento degli arti superiori.

 

In conclusione posso dire che non esiste una soluzione valida per tutti, ognuno di noi dovrà cercare la propria. Una cosa è certa: i disturbi durante il sonno o al risveglio non sono una condizione fisiologica, il riposo è fondamentale per il nostro benessere, quindi abbiamo il dovere di trovare il nostro modo di dormire bene per prevenire i sintomi dolorosi e fare un regalo al nostro corpo e alla nostra mente.

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